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Epilettici come indemoniati

Scritto da Diana Massari.

Un convegno fa luce sui tabù

Presidente FIE-Milano- Pochi forse sanno che San Valentino è anche il protettore degli epilettici. Per questo in occasione della giornata Europea dell’epilessia, si è tenuto ieri all’Umanitaria un importante convegno sul tema, informazione@disinformazione, organizzato dall’avvocato Rosa Cervellione presidente della FIE (Federazione Italiana Epilessie).

Lo scopo: affrontare alla radice ed indagare non solo le prospettive di cura, sempre più elevate della malattia, ma soprattutto gli infernali stereotipi e pregiudizi che al pari dei sintomi, ostacolano la vita sociale e la quotidianità dei pazienti. L’aggettivo infernale non è scelto a caso: secondo un’indagine presentata ieri ancora il 4% degli intervistati ritiene che l’epilessia abbia a che fare con il diavolo, che l’epilettico insomma sia un indemoniato e che il medico ideale sia un’esorcista.
Proprio per sfatare il tabù ed esortare le persone colpite dal problema a fare outing, ma anche per informare la gente sulla necessità di non discriminare chi soffra di epilessia. La LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia), una delle realtà più attive al livello mondiale, ha fatto propria la campagna europea “Out of the shadow” (via dall’ombra) che si prefigge anche di evitare l’impropria etichetta di malati psichiatrici per gli epilettici.

In questo senso il convegno ha anche sottolineato il ruolo decisivo e la responsabilità dei media, spesso disattesi, nel diffondere informazioni corrette sul tema, la base per una giusta integrazione sociale degli epilettici. L’epilessia, che oggi si può curare molto bene affligge 6 milioni di persone, di cui secondo alcune stime circa 500.000 vivono in Italia, 90 mila in Lombardia 13 mila a Milano.

Enrico Fovanna

 

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